Sezioni del Sito

STATISTICHE:

(leggi e ridi con noi) 

LINK UTILI

Infinite Menus, Copyright 2006, OpenCube Inc. All Rights Reserved.

VIGILI DEL FUOCO NOLE

PROGETTO SCUOLA SICURA

CROCE ROSSA ITALIANA 

 Tutti conoscono la Croce Rossa che è sempre presente là dove c'è bisogno di aiutare, confortare, curare, ma non tutti sanno quanto essa può fare nella protezione civile che è "mentalità", e la mentalità si acquisisce con "l'educazione ai comportamenti"

Croce Rossa

  1. Formazione = conoscenza del rischio = imparare a vincere la paura

  2. Esercizio = esercitazioni in previsione di situazioni d'emergenza (es.: evacuazione di una scuola)

  3. Imparare ad aiutare = superare l'egoismo e collaborare con equilibrio e metodo.

L'educazione sanitaria e l'educazione al primo soccorso sono tutto questo, ma sono anche saper affrontare le mini-emergenze del quotidiano. Se, per esempio, esce il sangue dal naso, che devo fare? ( si chiama epistassi o rinorragia) Comprimo la narice che sanguina; mi metto seduto a gambe divaricate e chino la testa tra esse, metto ghiaccio o acqua fredda con impacco sulla fronte e sulla nuca. Non faccio nulla di questo se il sangue esce dal naso o dall'orecchio in seguito ad un trauma cranico. Non uso tamponi di cotone emostatico perché si forma un grumo tra cotone e lesione vascolare e quando il tampone viene rimosso riprende l'emorragia (usarlo solo se c'è una fortissima epistassi e quindi dobbiamo ospedalizzare l'infortunato). Inoltre è bene fare defluire il sangue, poiché se ingoiato o se fatto andare in cavità interne provocherebbe altri problemi in quanto si altera.

Se ci troviamo di fronte ad un incidente che coinvolge molte persone chi devo aiutare per primo? Non sempre colui che grida di più è il più grave, può essere il più spaventato, ma io devo sapere valutare chi è realmente colui che ha maggiore bisogno d'aiuto tenendo presente il concetto di gravità e d'urgenza. L'entità dell'urgenza è direttamente proporzionale al pericolo immediato di vita. Bisogna intervenire subito e rapidamente. Vi sono altresÏ casi gravissimi che possono attendere gli aiuti, Ad esempio una sospetta frattura della colonna vertebrale è d'estrema gravità, ma non richiede urgenza assoluta (a condizione che non si muova l'infortunato) e può attendere soccorsi qualificati con attrezzature specifiche. Ma se ci si trova di fronte ad un caso d'asfissia l'intervento deve essere urgentissimo e rapido altrimenti l'infortunato morirà. E gli altri infortunati? Basterà metterli in posizione laterale di sicurezza che permette al soccorritore di poter anche da solo assistere diverse persone.

Scala delle urgenze

  1. Estrema urgenza (da rimuovere il più presto possibile)
    Asfissia - Arresto cardiocircolatorio - Emorragie arteriose imponenti - Politraumatizzati - Infortunati in coma.
  2. Urgenza primaria
    Emorragie contenibili - Grave stato di shock - Gravi traumi toracici ed addominali - Gravi ed estese ustioni - Amputazioni e membra sfracellate.
  3. Urgenza secondaria
    Frattura di colonna vertebrale e bacino - Fratture esposte degli arti - Ferite.
  4. Senza urgenza (da rimuovere per ultimi)
    Fratture degli arti (non esposte) - Ferite leggere - Escoriazioni - Contusioni - Piccole ustioni superficiali ecc.

Ritornando alla
posizione laterale di sicurezza, vediamo come si procede e quali accorgimenti avere (premesso che vi sono diversi metodi d'attuazione, ma noi riteniamo questa la più efficace e la più semplice). E' ovvio che questa posizione si attua quando ci si trova davanti ad una persona che ha perso conoscenza, ma respira (non stò ora ad elencare le cause che determinano l'incoscienza) ed è in terra supina. Vediamo come si fa:

1. iperestendere il capo (testa rovesciata all'indietro) per evitare che la lingua, completamente rilassata, cada all'indietro occludendo le vie respiratorie, cosa che non può avvenire se il capo è messo in modo tale che il mento è rivolto verso l'alto;

 

Iperestensione

2. non togliere nulla, ma slacciare solo ciò che stringe (cintura, colletto, cravatta, ecc.);
3. togliere quello che può essere nella bocca (protesi spostate, denti rotti, caramelle, terra ecc.) mettendo due dita ad uncino facendole scorrere lungo l'interno delle guance;
4. inginocchiarsi di fianco all'infortunato;
5. preparare un appoggio (giacca piegata, borsa, golf ecc.) e metterlo a fianco del capo dell'infortunato, lasciando tra spalla ed appoggio uno spazio per fare defluire eventuale vomito;
6. allungare il braccio della vittima ad angolo retto rispetto al suo corpo, dalla parte del soccorritore col palmo della mano poggiato a terra;
7. piegare sul torace l'altro braccio;
8. flettere il ginocchio della vittima opposto al soccorritore;
9. iperestendere nuovamente il capo (che durante la rotazione si è adagiato sull'appoggio del punto 5) muovendo appoggio e capo insieme;

Posizione laterale

10. il soccorritore mette le mani una sulla spalla e l'altra sul bacino dell'infortunato, ruotandolo verso di sé fino a fargli poggiare il ginocchio della gamba flessa e la mano del braccio piegato sul petto a terra;
11. per evitare che la gamba flessa possa muoversi, agganciare la punta del piede all'altra gamba (che resta allungata);
12. .se si ha la possibilità, mettere un altro appoggio dietro la schiena;
13. coprire l'infortunato.

E' indifferente ruotare il paziente verso il lato destro o sinistro nella posizione laterale di sicurezza, però vi sono casi in cui è obbligatorio un lato rispetto all'altro. Se, ad esempio, c'è un'otoragia (fuoriuscita di sangue da un orecchio) giro l'infortunato dal lato dell'emorragia poiché il sangue deve poter defluire all'esterno. Se c'è una donna incinta, si dovrà girare sempre dal lato sinistro, perché altrimenti il feto andrà a schiacciare la vena cava ascendente che riporta il sangue venoso al cuore ed ai polmoni, creando quindi problemi d'ossigenazione del sangue. Se mi trovo davanti ad un paziente con una costa rotta o con un polmone che funziona male lo girerò dal lato della lesione poiché, cosÏ facendo, assicurerò al polmone sano di espandersi bene garantendo cosÏ la sua funzione. E' ovvio che il lato menomato comunque funzionerebbe male creando problemi a tutto l'organismo.

Da quanto detto fino ad ora, si può già dedurre come comportarsi e quali errori non si devono mai commettere:
Dotnon si mette mai a sedere un incosciente. La testa che cade in avanti impedisce una buona respirazione;
Dotnon si lascia mai un incosciente supino, perché può andare in asfissia (lingua che cade sulla retrobocca, sangue, denti rotti, protesi, ecc.);
Dotnon si deve mai dare da bere ad un incosciente, né acqua, né tantomeno alcolici od altre bevande (l'incosciente non regola la deglutizione).

Heimlich Manovra di Heimlich

Se a qualcuno, ad esempio, va di traverso un boccone, una caramella e sta per soffocare (asfissia) come posso salvargli la vita? Come agire per allontanare il corpo estraneo ed aiutarlo a riprendere la respirazione?
.L'asfissia è al primo posto nella scala delle urgenze (estrema urgenza) e sappiamo che l'urgenza è legata in modo direttamente proporzionale al pericolo immediato di vita. Si può tentare di togliere il corpo estraneo dalla bocca, ma a volte esso è già troppo in profondità per riuscirvi. Si ricorre allora alla manovra di Heimlich: il soccorritore in piedi posto alle spalle dell'infortunato (anche esso in piedi e leggermente inclinato in avanti) lo circonda con le braccia e stringe le proprie mani l'una sull'altra, poggiando il pollice piegato sulla "bocca dello stomaco" (là dove termina lo sterno) dando un colpo rapido che stimolerà il diaframma a sollevarsi, "comprimere" i polmoni stimolando l'espulsione del corpo estraneo. La manovra si può ripetere fino a sei volte.

Se facessimo un corso di primo soccorso sapremmo quali sono le varie cause d'asfissia e di conseguenza quali manovre fare fino ad arrivare anche al massaggio cardiaco. Senza arrivare a questi interventi più complessi , dovremmo comunque sapere come comportarci di fronte ad una lipotimia o svenimento, che può essere dovuta ad un insufficiente irrorazione del cervello od ad una cattiva ossigenazione. Il pallore del viso mi dice tutto questo. Basterà allora alzare le gambe perché l'individuo si riprenda. E' una manovra che ognuno di noi può fare anche per se stesso, non appena avverte un senso di vertigine e di perdita di conoscenza. Ci si sdraia per terra appoggiando i piedi su una sedia o alla parete o al muro. .Tutte queste manovre non le farò se il viso dell'infortunato è rosso. Non porto altro sangue al capo. La causa dello svenimento può quindi essere un'altra. Avremo quindi schemi di varie posizioni da far assumere all'infortunato a secondo delle cause del malore.
Le ustioni Altro argomento di grande importanza è rappresentato dalle ustioni, lesioni locali prodotte da una serie di agenti (calore, elettricità, radiazioni, sostanze chimiche, freddo ecc.), la cui gravità è legata all'estensione della zona colpita, dall'età del soggetto ecc.

Per la profondità si parla di I = II = III grado:
DotI Grado = eritema (arrossamento della pelle) dolore vivo e bruciante
DotII Grado = presenza di bolle e vescicole (dette flittene) che non devono essere bucate perché possono diventare ferite infette facili al manifestarsi del tetano. Molto dolorose.
DotIII Grado = pelle carbonizzata (necrosi della parte interessata). Molto grave, ma meno dolorosa delle precedenti perché sono state bruciate e distrutte le terminazioni nervose e quindi non si ha la percezione del dolore a livello celebrale.

Wallace

  Schema di Wallace

.Esiste uno schema per valutare la gravità delle ustioni secondo la "regola del 9" di Wallace.

Cosa fare di fronte ad un ustionato?
DotSe l'ustione è di I grado, poco estesa, si fanno impacchi di acqua fresca o di ghiaccio (mai tenuto a diretto contatto con l'epidermide, ma isolato da un fazzoletto, da un sacchetto ecc.). Si tiene però sempre per 24h il soggetto sotto osservazione perché potrebbe avere subito un colpo di calore ed avere febbre.
DotSe l'ustione è di II grado bisogna bagnare la parte interessata sotto acqua fredda corrente o ghiaccio (vedi sopra). Non bucare le bolle, se si dovessero aprire da sole trattare come una ferita (non usare per disinfettare l'alcool) e coprirle poi con garze sterili (si raccomanda di non usare mai il cotone idrofilo, perché lascia peli che veicolano infezioni).
DotSi dà da bere all'infortunato acqua con un pizzico di sale (sempre se è cosciente), perché l'ustione determina perdita di liquidi.
DotPer le ustioni di III grado coprire con lenzuola o garze sterili ed ospedalizzare.

Al Pronto Soccorso vanno accompagnati gli infortunati senza avere né paure né ansie. Non possiamo, né dobbiamo
MAI sostituirci ai medici. Il nostro è un primo soccorso, non un "pronto" soccorso fatto da medici qualificati, ma certamente possiamo collaborare salvando a volte una vita prima dell'arrivo di un'équipe specializzata.

Perché dunque non conoscere queste ed altre cose importanti per salvare una vita? La C.R.I. indice corsi di "Primo Soccorso" alla popolazione, all'esercito, ecc., ma è soprattutto presente nelle scuole di tutti i gradi, perché crede nello slancio e nell'entusiasmo dei giovani che riescono a manovrare il complesso mondo del volontariato che richiede abnegazione, sacrificio, impegno, energia e tanta tanta buona volontà.

Non pensare che ci sia sempre qualcun altro ad aiutare chi ha bisogno, potrebbe non esserci!!!!!

antenere il controllo e rispondere con calma alle domande che vi verranno

 rivolte dall'operatore della Sala Operativa VV.F.

“Si comporterà da uomo chi, trovandosi in mezzo ai pericoli non getterà allo sbaraglio le sue virtù, ma utilizzando l’intelletto e le conoscenze saprà giustamente affrontare le avversità”
 
di Lucio Anneo Seneca.

 

Questo Sito Web non rappresenta una Testata Giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un Prodotto Editoriale ai sensi della Legge N° 62 del 7/3/2001

 

                    

                     Tel. - FAX    011/9297566

 

CONTACT:

Vigilfuoconole.it © 2007 • Note legali