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VIGILI DEL
FUOCO NOLE
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CROCE ROSSA
ITALIANA
Tutti conoscono la Croce
Rossa che è sempre presente là dove c'è bisogno
di aiutare, confortare, curare, ma non tutti
sanno quanto essa può fare nella protezione
civile che è "mentalità", e la mentalità si
acquisisce con "l'educazione ai comportamenti"

-
Formazione
= conoscenza del rischio = imparare a
vincere la paura
-
Esercizio = esercitazioni in
previsione di situazioni d'emergenza (es.:
evacuazione di una scuola)
-
Imparare ad aiutare
= superare l'egoismo e collaborare con
equilibrio e metodo.
L'educazione
sanitaria e l'educazione al primo soccorso sono
tutto questo, ma sono anche saper affrontare le
mini-emergenze del quotidiano. Se, per esempio,
esce il sangue dal naso, che devo fare? ( si
chiama epistassi o rinorragia) Comprimo la
narice che sanguina; mi metto seduto a gambe
divaricate e chino la testa tra esse, metto
ghiaccio o acqua fredda con impacco sulla fronte
e sulla nuca. Non faccio nulla di questo se il
sangue esce dal naso o dall'orecchio in seguito
ad un trauma cranico. Non uso tamponi di cotone
emostatico perché si forma un grumo tra cotone e
lesione vascolare e quando il tampone viene
rimosso riprende l'emorragia (usarlo solo se c'è
una fortissima epistassi e quindi dobbiamo
ospedalizzare l'infortunato). Inoltre è bene
fare defluire il sangue, poiché se ingoiato o se
fatto andare in cavità interne provocherebbe
altri problemi in quanto si altera.
Se ci troviamo
di fronte ad un incidente che coinvolge molte
persone chi devo aiutare per primo? Non sempre
colui che grida di più è il più grave, può
essere il più spaventato, ma io devo sapere
valutare chi è realmente colui che ha maggiore
bisogno d'aiuto tenendo presente il concetto di
gravità e d'urgenza. L'entità dell'urgenza è
direttamente proporzionale al pericolo immediato
di vita. Bisogna intervenire subito e
rapidamente. Vi sono altresÏ casi gravissimi che
possono attendere gli aiuti, Ad esempio una
sospetta frattura della colonna vertebrale è
d'estrema gravità, ma non richiede urgenza
assoluta (a condizione che non si muova
l'infortunato) e può attendere soccorsi
qualificati con attrezzature specifiche. Ma se
ci si trova di fronte ad un caso d'asfissia
l'intervento deve essere urgentissimo e rapido
altrimenti l'infortunato morirà. E gli altri
infortunati? Basterà metterli in posizione
laterale di sicurezza che permette al
soccorritore di poter anche da solo assistere
diverse persone.
Scala delle urgenze
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Estrema
urgenza
(da rimuovere il più presto possibile)
Asfissia - Arresto cardiocircolatorio -
Emorragie arteriose imponenti -
Politraumatizzati - Infortunati in coma.
-
Urgenza
primaria
Emorragie contenibili - Grave stato di shock
- Gravi traumi toracici ed addominali -
Gravi ed estese ustioni - Amputazioni e
membra sfracellate.
-
Urgenza
secondaria
Frattura di colonna vertebrale e bacino -
Fratture esposte degli arti - Ferite.
-
Senza
urgenza
(da rimuovere per ultimi)
Fratture degli arti (non esposte) - Ferite
leggere - Escoriazioni - Contusioni -
Piccole ustioni superficiali ecc.
Ritornando alla
posizione laterale di sicurezza,
vediamo come si procede e quali accorgimenti
avere (premesso che vi sono diversi metodi
d'attuazione, ma noi riteniamo questa la più
efficace e la più semplice). E' ovvio che questa
posizione si attua quando ci si trova davanti ad
una persona che ha perso conoscenza, ma respira
(non stò ora ad elencare le cause che
determinano l'incoscienza) ed è in terra supina.
Vediamo come si fa:
1.
iperestendere il capo (testa rovesciata
all'indietro) per evitare che la lingua,
completamente rilassata, cada all'indietro
occludendo le vie respiratorie, cosa che non può
avvenire se il capo è messo in modo tale che il
mento è rivolto verso l'alto;
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2. non togliere
nulla, ma slacciare solo ciò che stringe
(cintura, colletto, cravatta, ecc.);
3. togliere quello che può essere nella
bocca (protesi spostate, denti rotti, caramelle,
terra ecc.) mettendo due dita ad uncino
facendole scorrere lungo l'interno delle guance;
4. inginocchiarsi di fianco
all'infortunato;
5. preparare un appoggio (giacca piegata,
borsa, golf ecc.) e metterlo a fianco del capo
dell'infortunato, lasciando tra spalla ed
appoggio uno spazio per fare defluire eventuale
vomito;
6. allungare il braccio della vittima ad
angolo retto rispetto al suo corpo, dalla parte
del soccorritore col palmo della mano poggiato a
terra;
7. piegare sul torace l'altro braccio;
8. flettere il ginocchio della vittima
opposto al soccorritore;
9. iperestendere nuovamente il capo (che
durante la rotazione si è adagiato sull'appoggio
del punto 5) muovendo appoggio e capo insieme;

10. il soccorritore
mette le mani una sulla spalla e l'altra sul
bacino dell'infortunato, ruotandolo verso di sé
fino a fargli poggiare il ginocchio della gamba
flessa e la mano del braccio piegato sul petto a
terra;
11. per evitare che la gamba flessa possa
muoversi, agganciare la punta del piede
all'altra gamba (che resta allungata);
12. .se si ha la possibilità, mettere un
altro appoggio dietro la schiena;
13. coprire l'infortunato.
E' indifferente ruotare
il paziente verso il lato destro o sinistro
nella posizione laterale di sicurezza, però vi
sono casi in cui è obbligatorio un lato rispetto
all'altro. Se, ad esempio, c'è un'otoragia
(fuoriuscita di sangue da un orecchio) giro
l'infortunato dal lato dell'emorragia poiché il
sangue deve poter defluire all'esterno. Se c'è
una donna incinta, si dovrà girare sempre dal
lato sinistro, perché altrimenti il feto andrà a
schiacciare la vena cava ascendente che riporta
il sangue venoso al cuore ed ai polmoni, creando
quindi problemi d'ossigenazione del sangue. Se
mi trovo davanti ad un paziente con una costa
rotta o con un polmone che funziona male lo
girerò dal lato della lesione poiché, cosÏ
facendo, assicurerò al polmone sano di
espandersi bene garantendo cosÏ la sua funzione.
E' ovvio che il lato menomato comunque
funzionerebbe male creando problemi a tutto
l'organismo.
Da quanto detto fino ad
ora, si può già dedurre come comportarsi e quali
errori non si devono mai commettere:
non
si mette mai a sedere un incosciente. La testa
che cade in avanti impedisce una buona
respirazione;
non
si lascia mai un incosciente supino, perché può
andare in asfissia (lingua che cade sulla
retrobocca, sangue, denti rotti, protesi, ecc.);
non
si deve mai dare da bere ad un incosciente, né
acqua, né tantomeno alcolici od altre bevande
(l'incosciente non regola la deglutizione).
Manovra di Heimlich
Se a
qualcuno, ad esempio, va di traverso un boccone,
una caramella e sta per soffocare (asfissia)
come posso salvargli la vita? Come agire per
allontanare il corpo estraneo ed aiutarlo a
riprendere la respirazione?
.L'asfissia è al primo posto nella scala delle
urgenze (estrema urgenza) e sappiamo che
l'urgenza è legata in modo direttamente
proporzionale al pericolo immediato di vita. Si
può tentare di togliere il corpo estraneo dalla
bocca, ma a volte esso è già troppo in
profondità per riuscirvi. Si ricorre allora alla
manovra di Heimlich: il soccorritore in piedi
posto alle spalle dell'infortunato (anche esso
in piedi e leggermente inclinato in avanti) lo
circonda con le braccia e stringe le proprie
mani l'una sull'altra, poggiando il pollice
piegato sulla "bocca dello stomaco" (là dove
termina lo sterno) dando un colpo rapido che
stimolerà il diaframma a sollevarsi,
"comprimere" i polmoni stimolando l'espulsione
del corpo estraneo. La manovra si può ripetere
fino a sei volte.
Se facessimo un corso di primo soccorso sapremmo
quali sono le varie cause d'asfissia e di
conseguenza quali manovre fare fino ad arrivare
anche al massaggio cardiaco. Senza arrivare a
questi interventi più complessi , dovremmo
comunque sapere come comportarci di fronte ad
una lipotimia o svenimento, che può essere
dovuta ad un insufficiente irrorazione del
cervello od ad una cattiva ossigenazione. Il
pallore del viso mi dice tutto questo. Basterà
allora alzare le gambe perché l'individuo si
riprenda. E' una manovra che ognuno di noi può
fare anche per se stesso, non appena avverte un
senso di vertigine e di perdita di conoscenza.
Ci si sdraia per terra appoggiando i piedi su
una sedia o alla parete o al muro. .Tutte queste
manovre non le farò se il viso dell'infortunato
è rosso. Non porto altro sangue al capo. La
causa dello svenimento può quindi essere
un'altra. Avremo quindi schemi di varie
posizioni da far assumere all'infortunato a
secondo delle cause del malore.
Le ustioni
Altro argomento di
grande importanza è rappresentato dalle ustioni,
lesioni locali prodotte da una serie di agenti
(calore, elettricità, radiazioni, sostanze
chimiche, freddo ecc.), la cui gravità è legata
all'estensione della zona colpita, dall'età del
soggetto ecc.
Per la
profondità si parla di I = II = III grado:
I
Grado = eritema (arrossamento della pelle)
dolore vivo e bruciante
II
Grado = presenza di bolle e vescicole (dette
flittene) che non devono essere bucate perché
possono diventare ferite infette facili al
manifestarsi del tetano. Molto dolorose.
III
Grado = pelle carbonizzata (necrosi della parte
interessata). Molto grave, ma meno dolorosa
delle precedenti perché sono state bruciate e
distrutte le terminazioni nervose e quindi non
si ha la percezione del dolore a livello
celebrale.
Schema di Wallace
.Esiste
uno schema per valutare la gravità delle ustioni
secondo la "regola del 9" di Wallace.
Cosa fare di fronte ad un ustionato?
Se
l'ustione è di I grado, poco estesa, si fanno
impacchi di acqua fresca o di ghiaccio (mai
tenuto a diretto contatto con l'epidermide, ma
isolato da un fazzoletto, da un sacchetto ecc.).
Si tiene però sempre per 24h il soggetto sotto
osservazione perché potrebbe avere subito un
colpo di calore ed avere febbre.
Se
l'ustione è di II grado bisogna bagnare la parte
interessata sotto acqua fredda corrente o
ghiaccio (vedi sopra). Non bucare le bolle, se
si dovessero aprire da sole trattare come una
ferita (non usare per disinfettare l'alcool) e
coprirle poi con garze sterili (si raccomanda di
non usare mai il cotone idrofilo, perché lascia
peli che veicolano infezioni).
Si
dà da bere all'infortunato acqua con un pizzico
di sale (sempre se è cosciente), perché
l'ustione determina perdita di liquidi.
Per
le ustioni di III grado coprire con lenzuola o
garze sterili ed ospedalizzare.
Al Pronto Soccorso vanno accompagnati gli
infortunati senza avere né paure né ansie. Non
possiamo, né dobbiamo
MAI
sostituirci ai
medici. Il nostro è un primo soccorso, non un
"pronto" soccorso fatto da medici qualificati,
ma certamente possiamo collaborare salvando a
volte una vita prima dell'arrivo di un'équipe
specializzata.
Perché dunque non
conoscere queste ed altre cose importanti per
salvare una vita? La C.R.I. indice corsi di
"Primo Soccorso" alla popolazione, all'esercito,
ecc., ma è soprattutto presente nelle scuole di
tutti i gradi, perché crede nello slancio e
nell'entusiasmo dei giovani che riescono a
manovrare il complesso mondo del volontariato
che richiede abnegazione, sacrificio, impegno,
energia e tanta tanta buona volontà.
Non pensare che ci sia sempre qualcun altro ad
aiutare chi ha bisogno, potrebbe non
esserci!!!!! |
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antenere
il controllo e rispondere con calma alle domande che vi verranno
rivolte
dall'operatore della Sala Operativa VV.F.
“Si comporterà da uomo chi,
trovandosi in mezzo ai pericoli non getterà allo sbaraglio le
sue virtù, ma utilizzando l’intelletto e le conoscenze saprà
giustamente affrontare le avversità”
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