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S E R V I Z I :
Maria Virginia Rizzo
il sistema di sicurezza
delle Olimpiadi di Torino 2006
Le Olimpiadi rappresentano il più grande e
coinvolgenteappuntamento sportivo su scala mondiale e
costituiscono,per la città e il territorio che le ospitano,
un’occasione unica di marketing, investimenti, comunicazione e
dunquedi generale sviluppo.E’ ovvio che le implicazioni e le
ricadute dei giochi possono essere molto diverse in termini di
occupazione, attività economiche, interventi infrastrutturali,
turismo, identità valorizzate. Ed è questa la scommessa:le olimpiadi
si possono vincere o perdere.
Per Torino e le Valli Susa, Pellice e Chisone i
giochi invernali del 2006 rappresentano una vera sfida, poiché quei
territori oggi hanno, grazie a questo grande evento, una possibilità
in più per il loro sviluppo:per Torino quello di posizionarsi tra le
capitali della cultura e del turismo; per le Valli quello di
incrementare una già forte vocazione turistica, consolidandosi come
meta del turismo non solo invernale mediante una diversificazione
dei networks relazionali con il resto della regione.
Tuttavia, in un contesto ambientalecome quello
odierno caratterizzato da una forte ricerca di sicurezza e di
coesione sociale, emerge un elemento in più, fondamentale, che può
essere la cartina di tornasole del buon esito dell’avvenimento.
“Le olimpiadi di Torino sono un evento che rischia
seriamente, vista la risonanza mondiale, di suscitare grande
interesse negli strateghi di Al Queda” ha detto il ministro
dell’Interno Giuseppe Pisanu nel dicembre 2005, durante la relazione
alla Camera sull’applicazione delle nuove norme antiterrorismo.
Ci sono già degli elementi di connessione con il
terrorismo internazionale che inducono a ritenere l’Italia, e le
Olimpiadi di Torino in particolare, un possibile obiettivo.
C’è, inoltre, la preoccupazione legata alla vicenda
della Val di Susa dove gli abitanti manifestano contro l progetto
della linea ad alta Velocità Torino-Lione e dove oggi si assiste ad
una miscela preoccupante di “legittima protesta popolare,
speculazione politica e intrusioni eversive che rischia di esplodere
da un giorno all’altro”. A preoccupare il ministro dell’Interno e i
servizi di intelligence sono, infatti, oltre il terrorismo
internazionale di matrice islamica, “soprattutto le azioni
improvvise dell’ala violenta della contestazione, rappresentata
dagli anarchici insurrezionalisti, che sanno come infiltrarsi nei
movimenti di protesta”.
I giochi olimpici sono una vera scommessa
obiettivo sicurezza
E’ questa la dimensione della sicurezza connessa
alle Olimpiadi ed alle Paraolimpiadi di Torino 2006, laddove il
territorio/evento rappresentano l’ambiente fertile e i vertici delle
forze dell’ordine, il Governo al centro e sul territorio,
rappresentato dal prefetto, insieme ai servizi informativi di
intelligence sono gli attori che vanno a definire il territorio di
confine del pianeta sicurezza attraverso interventi di
pianificazione diretti non solo concretamente a controllare,
ottenere e risolvere, ma anche a creare, nel più generale contesto
sociale e urbano, una percezione concreta di sicurezza.
Sui media si è parlato poco del ruolo che il
ministro dell’Interno svolge nel complessivo sistema di sicurezza
olimpico, anche se è proprio tale amministrazione garante della
sicurezza dei giochi.
E’ evidente che la sicurezza dei giochi Olimpici
appare strettamente connessa alla natura internazionale dei giochi
ed alla concomitante presenza di numerose autorità estere. Sono da
sempre due fattori predisponesti per azioni criminose. Per questo il
ministro dell’Interno ha attivato un’organizzazione dei dispositivi
di sicurezza adeguati con le possibili minacce. Su tutto prevale
sempre lo “spirito olimpico”, nella considerazione di limitare al
massimo l’impiego visibile delle forze di polizia pur mantenendo
sempre alto e vigile il livello di sicurezza. Ne è derivata
l’esigenza di ottimizzare le risposte disponibili attraverso un
sistema di comando e controllo in grado di monitorare e analizzare
costantemente i fatti e gli avvenimenti del teatro Olimpico.
I numeri delle presenze previste per i giochi che
avranno luogo dal 10 al 26 febbraio 2006 e dal 10 al 19 marzo 2006
(i giochi paraolimpici) sono elevatissimi e da ciò si comprende
maggiormente l’impegno profuso per la pianificazione delle azioni di
sicurezza: 85 comitati olimpici con circa 2.500 atleti e 2.500
accompagnatori; 3.000 rappresentanti del comitato olimpico
internazionale (nel quale sono comprese le varie federazioni, i
giudici, gli arbitri e gli invitati); 9.500 giornalisti dei quali
3.500 della carta stampata e 6.000 televisivi; 23.500 addetti
effettivi e volontari del Toroc (comitato organizzazione giochi di
Torino); 1.500.000 spettatori; 6.000 ospiti tra cui sponsor.
Sul territorio è il prefetto il responsabile
politico generale della sicurezza dei giochi. In quanto
rappresentante del governo nella provincia egli ha il compito di
garantire il generale pacifico svolgimento dell’evento e, nella
responsabilità che gli è propria porta all’attenzione dei massimi
ver tici istituzionali, politici e di governo ogni eventuale
criticità che si possa manifestare sul territorio. In relazione agli
obiettivi il prefetto definisce le politiche di impiego e le risorse
necessarie, conduce la pianificazione strategica, adotta le
decisioni finali in caso di situazioni che possono avere
ripercussioni sul regolare andamento dei giochi; assicura la
necessaria integrazione con il sistema di protezione civile di cui
assumere la responsabilità e la direzione in caso di eventi in grado
di produrre gravi riflessi sui giochi. Secondo la dottrina
internazionale di pianificazione tutte queste attività si collocano
nell’area “policy e coordinamento” e vanno perciò a concretizzare il
momento topico dell’organizzazione del sistema di sicurezza.
Sin dal 2001 il prefetto ha costituito presso la
prefettura di Torino un gruppo di
pianificazione della sicurezza, composto dalle varie forze di
polizia, che ha delineato:
a. le “linee guida della pianificazione della
sicurezza olimpica”, ossia un documento rivolto a garantire un
sistematico e sincronizzato sviluppo delle attività di
pianificazione;
b. la “direttiva”, che è invece il documento
conclusivo della pianificazione strategica contenente le indicazioni
generali per lo sviluppo della successiva pianificazione operativa
da par te del questore.Nell’aprile del 2003 sono state approvate le
linee guida per la pianificazione della sicurezza e, sulla base
delle attività svolte dai gruppi di pianificazione, sono stati
approvati dal prefetto i documenti relativi ai singoli settori. Il 9
dicembre 2004, dopo la revisione di tali documenti, è stata
approvata la
direttiva complessiva per la sicurezza delle olimpiadi invernali.
Inoltre, per supportare l’azione di responsabilità che viene svolta
dalla prefettura di Torino in relazione a tutto l’ambito del
“sistema sicurezza”, nel luglio 2004 è stato costituito, all’interno
dell’ufficio di gabinetto del ministro, un gruppo di lavoro
di missione che ha il compito di tenere i rapporti con tutti gli
enti nazionali ed esteri che operano in relazione all’evento
olimpico ed è tenuto ad assicurare la necessaria collaborazione per
gli aspetti relativi alla sicurezza al CNIO (il centro nazionale di
informazione delle olimpiadi invernali 2006, del dipartimento della
pubblica sicurezza che ha lo scopo di unificare il flusso delle
informazioni che riguardano l’evento olimpico).
La sicurezza dei giochi è connessa alla loro
natura internazionale
Il progetto ha costituito un gruppo di
pianificazione della sicurezza
I quattro principi fondamentali sui quali si basa la
strategia operativa sono prevenzione, deterrenza, risposta, gestione
delle emergenze e sono alla base delle linee guida per la
pianificazione della sicurezza olimpica. Essi presuppongono infatti
un flusso informativo completo, continuo e tempestivo,
immediatamente condiviso con tutti i soggetti in campo. Naturalmente
altre responsabilità si affiancano alla responsabilità generale del
ministro dell’Interno.
C’è una responsabilità di tipo organizzativo da
parte del Toroc, relativamente all’allestimento degli impianti,
delle strutture temporanee, dell’organizzazione dei servizi sanitari
e delle aree di ristorazione, aiservizi di trasporto, alle
cerimonie, alla gestione degli accrediti dei ser vizi di
ricettività, l’organizzazione del viaggio della fiamma olimpica,
l’ideazione e l’allestimento del “look of the Games”, i servizi agli
spettatori.
Ed anche l’agenzia olimpica Torino 2006 che ha
provveduto alla realizzazione della maggior parte delle
infrastrutture necessarie costituisce un importante centro di
responsabilità, quanto alla sicurezza delle opere.
Per assicurare un flusso costante ed unitario delle
informazioni inerenti la sicurezza olimpica nel marzo 2005 è stato
istituito nell’ambito del dipartimento di pubblica sicurezza, il
centro nazionale di informazione delle Olimpiadi Invernali 2006 (CNIO).
Il centro, che evidenzia una composizione interforze e integrata con
esperti dei principali paesi esteri nonché con rappresentanti del
Toroc e del Coni e del gruppo di missione del gabinetto del ministro
dell’Interno, assicura la raccolta, l’analisi e lo scambio delle
informazioni ai fini della valutazione delle minacce, sia a livello
nazionale che internazionale.
Anche le forze armate concorrono al complesso del
“sistema sicurezza”. Operano attraverso un gruppo di lavoro
appositamente costituito per quanto riguarda in particolare la
sicurezza dei siti con il controllo degli accessi veicolari; la
bonifica dei siti: l’interdizione dello spazio aereo sui siti
olimpici; il controllo veicolare e la vigilanza fissa degli
obiettivi sensibili.
Nel garantire la sicurezza generale del sistema
olimpico un ruolo particolarmente decisivo giocano le comunicazioni.
In particolare, le telecomunicazioni rappresentano un tassello
fondamentale ed il sistema Tetra è il cuore pulsante dell’intero
sistema di telecomunicazione: si tratta di un innovativo network di
relazione telematica in grado di interconnettere in via simultanea
tutte le forze dell’ordine.
Sul fronte della difesa civile presso la prefettura
di Torino è stato creato un gruppo di lavoro di difesa civile, che
ha la funzione specifica di procedere ad una pianificazione mirata a
rispondere con efficacia ad eventuali atti di terrorismo chimico,
biologico e radiologico. Il gruppo ha definito come priorità
l’elaborazione di un piano di risposta tipo, in cui gli elementi di
interdizione dell’area, la viabilità limitrofa, l’ordine degli
interventi tecnici (affidati principalmente ai vigili del fuoco e ad
operatori del 118), la dislocazione delle aree di posizionamento dei
mezzi ed altri aspetti di rilievo sono predeterminati ed impiegabili
in una vasta gamma di situazioni ed in una pluralità di scenari. A
tal fine è stato sperimentato con successo il posto di comando
avanzato, un innovativo strumento di sicurezza che assicura in loco
un proficuo coordinamento tattico delle azioni di difesa civile.
Per quanto riguarda poi la protezione civile, un
sistema adeguatamente strutturato consente di gestire anche l’evento
olimpico nell’ambito dell’organizzazione locale (prefettura,
regione,provincia, comuni). Si tratta di un sistema che è stato
organizzato mediante la sottoscrizione di alcuni protocolli d’intesa
con gli enti locali, i quali consentono lo screening delle risorse
disponibili in caso di emergenza anche con riguardo al volontariato,
punto di forza nell’organizzazione generale del sistema di
sicurezza.
Per aggiornare il sistema locale di preparazione
all’emergenza e ridefinire i piani di protezione civile, il servizio
si protezione civile della provincia di Torino ha messo in piedi con
la prefettura una consistente attività di sensibilizzazione delle
autorità locali nel predisporre attività preparatorie di protezione
civile finalizzate alla sicurezza dei giochi.
Lo stesso è avvenuto sul piano della mobilità, dove
la prefettura svolge un ruolo di collegamento e di coordinamento tra
i soggetti istituzionali locali che sono i responsabili della
gestione dei flussi locali, anche nella predisposizione di un
sistema integratodi trasporti specifici verso i siti nel periodo
olimpico.
Responsabilità organizzativa del Toroc
Sperimentato con successo il posto di comando
avanzato |